La tolleranza di cantiere per la ristrutturazione della casa è fissata al 2%, ossia la percentuale ammessa per lo scostamento tra stato di fatto e progetto approvato in relazione alla ristrutturazione o costruzione di una casa.
In merito alla soglia del 2% per la tolleranza di cantiere, il Tar del Lazio ha fornito alcune delucidazioni con la sentenza 4413/2021, in particolare ha chiarito il concetto di unità immobiliare e unità edilizia.
Il caso di un cantiere per la ristrutturazione
I giudici del Tar del Lazio hanno emesso la sentenza in merito a un ricorso contro l’annullamento di una SCIA per difformità rilevante nella costruzione.
Il proprietario dell’immobile che ha avviato il cantiere per la ristrutturazione del suo appartamento si è vista annullare la SCIA per delle difformità rispetto al progetto presentato all’Ufficio Tecnico.
Ha dunque presentato un ricorso spiegando che le difformità erano irrisorie e cronologicamente precedenti, ossia risalenti ai tempi dell’edificazione dell’appartamento.
Dall’analisi e il confronto tra stato di fatto e progetto tecnico è emerso che le superfici irregolari ammontavano a 17,92 metri quadri e dunque, secondo il proprietario, inferiori al 2% della superficie dell’intero fabbricato.
Abuso edilizio nel cantiere per la ristrutturazione
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del proprietario con la seguente motivazione: In base all’articolo 34 bis del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001) il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità abitative non costituisce violazione edilizia se contenuto entro il limite del 2% delle misure previste nel titolo abilitativo.
La tolleranza di cantiere per la ristrutturazione è riferita alle singole unità abitative e non all’intero fabbricato, come aveva sostenuto il proprietario.
Nella sentenza infatti, dall’analisi delle informazioni tecniche sul caso esaminato è emerso che le irregolarità tollerate non dovevano essere superiori a 1,5 metri quadri, mentre quelle riscontrate, così come riportato dallo stesso proprietario, erano pari a 17,92 metri quadri, ossia il 2% non del singolo appartamento, ma dell’intero edificio.