Sanare una tettoia potrebbe non essere così semplice perché non si possono considerare solo gli aspetti edilizi, lo ha definito il Consiglio di Stato con la sentenza 7750/2021.
Sanare una copertura esterna: si decide caso per caso
Secondo la sentenza del Consiglio di Stato per chi chiede di sanare una tettoia andrà fatta una valutazione ad hoc e la decisione sarà presa in base alla situazione specifica.
I giudici si sono pronunciati sul caso di una struttura esterna cui il Comune prima, e il Tar dopo, hanno negato la sanatoria.
La copertura in legno era destinata ad un’area verde ed era stata realizzata sulla base di un’autorizzazione del 2003. Il pergolato è stato successivamente coperto con materiale stabile di “ondulina imbullonata” e trasformato in un parcheggio d’auto.
Il Comune ha quindi considerato il nuovo pergolato come una nuova costruzione. Al contrario, il proprietario ritiene che si tratti di una ristrutturazione senza aumento della superficie lorda.
Sanare una tettoia: gli aspetti paesaggistici
Il Comune e il Tar hanno affermato che la realizzazione della tettoia deve avvenire sulla base di un permesso di costruire non solo per la sua qualificazione come nuova costruzione, ma anche sulla base dell’impatto sullo stato dei luoghi che produce.
Secondo il Consiglio di Stato ha spiegato che prima di decidere quale titolo abilitativo sia necessario, bisogna condurre un’adeguata istruttoria e considerare come la tettoia è stata realizzata.
Nel caso specifico la copertura non è stata realizzata ex-novo.
La sostituzione della copertura non ha influito sull’utilizzo della tettoia che anche in precedenza poteva essere usata per il riparo dei veicoli.
Per cui il Consiglio di Stato ha concluso che la realizzazione della tettoia si qualifica come intervento di manutenzione straordinaria ed escluso che fosse necessario il permesso di costruire.
La tutela paesaggistica inoltre ha una valenza preminente per cui se la tettoia arreda danno al paesaggio il Comune può ordinare la demolizione.
Nella richiesta di sanare la tettoia presentata in questo specifico caso il Consiglio di Stato ha sottolineato che né il Comune né il Tar hanno considerato l’impatto paesaggistico della struttura e ha disposto il riesame dell’istanza di sanatoria sulla base di queste nuove considerazioni.

