Il mercato immobiliare, come altri settori dell’economia, hanno subito un brusco rallentamento, molti si interrogano sul futuro del settore e su quali variabili incideranno sulla scelta di acquistare un immobile dopo il coronavirus.
Acquistare un immobile dopo il coronavirus: come incide lo smart working
L’emergenza sanitaria ha incrementato una tendenza già avviata in Italia quella del lavoro agile. Tra il 2018 e il 2019 infatti si era già registrato un aumento del 20% di lavoratori in smart working, in grandi aziende o pubbliche amministrazioni, per un totale di 570.000 dipendenti.
A seguito dell’emergenza relativa al coronavirus la crescita dei lavoratori in smart working è stata esponenziale, diffondendo questa modalità di lavoro anche tra piccole e medie imprese.
Una tendenza che potrebbe essere mantenuta anche a emergenza finita, si stima infatti che 5 milioni di lavoratori potrebbero lavora da casa anche nei prossimi anni, con benefici anche sull’ambiente e sui bilanci delle aziende.
Smart working e mercato immobiliare
Lo smart working rappresenterà un cambiamento culturale e avrà un impatto sull’acquisto delle case.
Acquistare un immobile dopo il coronavirus significherà cercare una casa che comprenda un ambiente di lavoro adeguato.
Essere stati costretti a vivere in casa per moltissimo tempo porterà inoltre a comprare case con spazi esterni: case con giardino o case con balconi o verande.
Le persone saranno disposte a rinunciare ad altro, ma non a una casa con una stanza in più o con uno spazio esterno.
I motivi per cui si deciderà di acquistare un immobile dopo il coronavirus saranno diversi e fondati sull’esperienza vissuta, la domanda, a lungo termine, sarà fortemente influenzata da quello che è accaduto nel 2020.
Acquistare un immobile dopo il coronavirus: cosa chiederà il mercato
Le case che vorremmo comprare dopo il coronavirus dovranno avere spazi definiti e ambienti di lavoro riservati.
Aver sperimentato cosa vuol dire lavorare in spazi comuni o con i figli in giro per casa, ci porterà a chiedere stanze che favoriscano la concentrazione e stanze per i bambini per evitare condivisioni obbligate e interferenze durante le attività lavorative.
Case troppo piccole, con ambienti comuni, determinano confusione e aggiungono ulteriore stress psicologico.
La presenza di un giardino, un cortile, un balcone o una veranda saranno considerate un valore aggiunto importante, perché garantiscono la vita all’aperto e una condizione di maggiore libertà.
Dopo questo momento la qualità della domanda immobiliare sarà certamente in crescita, le case dovranno rispondere ai criteri del confort, della sostenibilità, di un arredamento adeguato.
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