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Affitti brevi: come funziona la tassazione

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Con la Legge di Bilancio del 2021 è stata modificata la normativa relativa alla tassazione per gli affitti brevi.
Ricordiamo che per affitto breve si intende l’affitto al di sotto di 30 giorni.

Cosa cambia nella tassazione?

A partire dall’anno di imposta 2021 è stata introdotta la norma secondo cui per i proprietari che hanno in affitto più di quattro appartamenti si determina l’attività di impresa e saranno dunque vincolati all’apertura della partita IVA.

Questa condizione, secondo la norma ai commi 595 – 597 della Legge di Bilancio 2021 n. 178 del 30/12/2020, si applica anche ai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, oppure ai soggetti che gestiscono siti web e mettono in contatto proprietari immobiliari con potenziali locatari.

Secondo la nuova normativa dunque il regime fiscale della cedolare secca al 21% per gli affitti brevi stipulati dal 1 giugno 2017 e previsti ai sensi dell’art 4 del DL 50/2017, è riconosciuto solo quando il contratto per l’affitto breve riguarda non più di quattro appartamenti per ciascun periodo di imposta.

Con questa nuova norma viene abrogato il comma 3 dell’art.4 del Decreto-legge n. 50 del 2017 con il quale si prevedeva l’adozione di un regolamento deputato a stabilire in quali casi l’attività di affitto breve si intendesse svolta in forma imprenditoriale.

Ora se gli affitti brevi sono gestiti da un unico proprietario per oltre quattro appartamenti nello stesso periodo di imposta, in automatico scatta l’attività imprenditoriale ai sensi dell’articolo 2082 del codice civile.

Affitti brevi: un database condiviso

Sarà inoltre istituito presso il MiBACT un database contenente i dati delle strutture ricettive e gli immobili destinati agli affitti brevi.
La banca dati conterrà i dati inerenti alle strutture ricettive e agli immobili destinati alle locazioni brevi. Tutti gli immobili saranno inoltre identificati mediante un codice da utilizzare in ogni comunicazione relativa all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza.
Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo saranno disciplinate le modalità di realizzazione e gestione della banca dati in questione nonchè di acquisizione dei codici identificativi regionali e di accesso alle informazioni ivi contenute.

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