Sogliano Cavour è un comune di circa 4 .000 abitanti della provincia di Lecce, all’inizio del XIX secolo insieme a Cutrofiano, Cursi, Cannole ed ai comuni della Grecìa Salentina formava parte dei Decatría, i tredici paesi di Terra d’Otranto che conservavano la lingua e le tradizioni greche, in questo piccolo borgo sorge la casa d’autore degli architetti Palomba e Serafini.
La casa nel Salento di Palomba e Serafini
Volte a stella, pietra leccese, calce bianca, una dimora ricavata da un antico frantoio del Seicento, che i designers milanesi hanno eletto a loro rifugio.
“Una casa che viviamo sia d’estate che d’inverno, per prendere le distanze dai ritmi del lavoro a Milano”, questo hanno dichiarato Roberto Palomba e Ludovica Serafini.
Un open space al piano terra con soffitti alti 6 metri. Nella camera da letto è stato conservato il pavimento originale del vecchio frantoio.
Negli altri ambienti le “chianche”, tipiche del territorio, sono state utilizzate per pavimentare con una tecnica di posa moderna e innovativa.
La cucina è caratterizzata da un soffitto con volta a botte. Le stanze da letto sono in totale 12, tutte caratterizzata da uno stile essenziale. La coppia infatti ama circondarsi di amici, soprattutto nel periodo estivo, e per ognuno di loro è previsto uno spazio privato.
Casa d’autore e maestranze locali
I tempi di ristrutturazione della casa a Sogliano Cavour di Palomba e Serafini sono stati molto rapidi, soli 5 mesi, grazie al valido supporto delle maestranze locali.
Il progetto dei due architetti è stato infatti reso possibile anche da artigiani e aziende locali che hanno saputo dare forma alle idee dei due designers.
Molti degli arredi sono stati progettati dalla coppia e realizzati artigianalmente.
Grande protagonista della casa d’autore del Salento resta la luce. Tutti gli spazi sono inondati dalla luce naturale che riflette sul bianco della pietra.
Per ottenere questo effetto è stato bucato il soffitto della stanza di ingresso esposta a nord.
Roberto Palomba ha dichiarato in un’intervista: “Il senso architettonico di questa casa è che lo spazio coincide con la vita delle persone che lo abitano. Tutto questo non nasce solo dal recupero di un luogo già di suo affascinante. Ma è frutto di un progetto, certo rispettoso del genius loci, ma plasmato come una seconda natura, una seconda vita. Siamo riusciti a lavorare al millimetro tanto che nessuno si accorge di quanto in realtà lo spazio sia stato rimaneggiato. Dove c’era buio, ora c’è luce.”
Palomba e Serafini non sono gli unici, molti altri architetti famosi hanno scelto il Salento e le sue case per i loro progetti.