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Vendere una casa dopo la ristrutturazione con Superbonus

vendere una casa dopo la ristrutturazione

Se si vuole vendere una casa dopo la ristrutturazione con Superbonus, prima che siano passati cinque anni, le spese sostenute per i lavori sono deducibili dalla plusvalenza da tassare.

Calcolo della plusvalenza: i chiarimenti dell’agenzia delle entrate

Per i proprietari che hanno deciso di vendere una casa ristrutturata a seguito dei lavori effettuati con Superbonus, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato un chiarimento in merito al conteggio della plusvalenza generata dagli interventi per aumento della classe antisismica e efficientamento energentico.

Il chiarimento arriva con la risposta 204/2021.

Vendita di una casa ristrutturata in un condominio

L’Agenzia ha analizzato il caso di un condominio, in cui sono stati effettuati interventi trainanti di riduzione del rischio sismico ed efficientamento energetico, e di un proprietario di un immobile nello stesso condominio, che ha realizzato, sulla base dei lavori deliberati dall’intero stabile, interventi trainati di sostituzione degli infissi.

Tutti i lavori di ristrutturazione sono stati ammessi al Superbonus e sia il proprietario che l’intero condominio hanno optato per lo sconto in fattura.

Prima che fossero passati i cinque anni, il proprietario ha messo in vendita l’immobile e ha chiesto all’Agenzia delle Entrate se potesse dedurre dal prezzo di vendita le spese sostenute per la ristrutturazione ai fini del calcolo della plusvalenza tassabile.

La risposta dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera b), del TUIR, si considerano redditi diversi le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni. Vanno esclusi gli immobili acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.

L’Agenzia ha illustrato che la plusvalenza è tassabile se la vendita della casa avviene entro cinque anni dall’acquisto o dalla costruzione. Ma, come previsto dal TUIR, questa regola non vale per gli immobili ricevuti in eredità e per le prime case.

Anche la Cassazione si era pronunciata, in passato, su quest’argomento, specificando che le spese deducibili sono quelle relative all’acquisto: spese notarili e imposte, e quelle che comportano un aumento del valore e della consistenza economica del bene; non sono deducibili le spese correlate alla normale gestione del bene.

Gli interventi agevolati con il Superbonus, secondo l’Agenzia delle Entrate, incrementano il valore dell’immobile e non si riferiscono alla normale gestione. Di conseguenza, chi vuole vendere una casa dopo la ristrutturazione con Superbonus può dedurre le spese dei lavori effettuati.

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